Giovedì 6 marzo 2003 - La terza serata minuto per minuto!

(ecco un'altra immagine della nostra, finalmente valletta, insieme a Giuseppe Baudo)

 

Sono arrivata a casa alle h 17 e 58' e 38'' e dopo essermi levata il soprabito (20''), dopo aver scucchiaiato la dose di cibo gattico negli appositi contenitori (50''), dopo aver levato la suoneria al telefono (8''), dopo essermi liberata delle scarpe (2' e 40'' - mi si sono incastrati i lacci), dopo aver messo la sveglia (1' e 54'' - mi è sfuggito il dito e ho dovuto fare di nuovo tutto il giro), finalmente alle h 18 e 04' e 30'' ho spento la luce.

Mi sveglio come una zombie convinta che è mattina e devo andare a lavorare. Non ho sbagliato i congiuntivi. E' che ero proprio convinta, quindi ci va l'indicativo. (Isa non scassare.) Poi mi ricordo che ho avuto la pensata geniale di cui vi ho appena resi edotti e mi dico "...ma sarò deficiente...". Mi trascino davanti alla tivvù e la accendo. La subisco passivamente per qualche minuto, poi mi trascino davanti al piccì e lo accendo, pensando "mi tocca". E pensando anche "si tocca" (ovviamente il Kranio che ha promesso prodezze onanistiche in fase di lettura della presente). Ora già che siamo in tema vi dò - con l'accento - questa notizia sensazionale: un famoso avvocato del foro milanese ma non del foro steccanelliano mi ha confessato non senza un qual certo timore che i miei scritti gli procurano orgasmi multipli. Quindi, caro Kranio, se vuoi provare anche tu dimmelo che dietro adeguato compenso ti girerei le mele private spedite da me a questo incredibile personaggio. Causa rincoglionimento generico più che crisi di ispirazione temo che non toccherò minimamente le vette recensorie delle sere precedenti, ma non so che farci. Va bene tutto, ma mica posso ammalarmi per fare contento il Presidente.

Entrano due tipi ignoti (uno alto e uno basso, uno grande e uno piccolo, uno con la faccia di fesso e l'altro pure) che siccome si sentono buoni vogliono fare un'opera pia per aiutare il Gaslini, che poi è un ospedale che sta a Genova circa a quarto o a quinto, insomma verso di là. Diciamo a quarto e mezzo. Questa giusto Frassica la poteva dire. Questo giusto per farvi capire a che livello mi sono ridotta. Questo, giusto! Allora entrano un sacco di altri tipi ignoti a due a due (sempre uno alto e uno basso, uno grande e uno piccolo eccetera) e cantano una canzone. Sono un po' più intonati di Cammariere. Vabbè. Praticamente il tutto parrebbe fatto per fornire alloggio ai parenti poveri dei bambini poveri che vengono curati al Gaslini. In effetti io quando ero piccola ci ero stata portata perché pensavano che avessi la nefrite. Non saprei dirvi perché cazzo mio nonno s'era fissato che c'avessi la nefrite. Però poi non ce l'avevo. Intanto per fare i controlli ci sono stata due volte in quel posto, la prima con mia nonna (quella stronza: chi mi conosce conosce anche la mia teoria delle nonne. Ce n'è sempre una buona e una stronza) e la seconda con mia madre. Non ci sono andata da sola perché c'avevo 7 anni. Se il fondo per far dormire i parenti poveri dei bambini poveri ci fosse stato già nel 1977 mia madre, che all'epoca non aveva ancora trent'anni, non avrebbe dormito in un albergo del centro storico probabilmente malfrequentato (deve essere rimasta talmente segnata da quell'evento che quando un anno e mezzo fa mi ero messa in testa di comprare una casa nel centro storico di Genova a lei venivano i conati).

Sono una preveggente: l'avevo detto ieri sera che qua ogni volta cambiavano le strofe dell'orrenda canzone di apertura. Quelle di stasera praticamente stanno alla Juve come la Juve sta al Gaslini, dove il rapporto = sponsor. Mica per un cazzo lo sanno tutti che la Juve ha gli appoggi e le spintarelle.

Entra Fausto Leali e capisco subito che stasera non ci saranno le introduzioncine delle due serate precedenti. Meglio, così finiamo presto e non puliamo il vater. L'influenza di Frassica diventa palpabile. La canzone si lascia ascoltare perché è facile, ma non è niente di che.

La canzone di Silvia Salemi è gradevole, e va tutta di filato fino alla fine. Lei è strana forte.

Bobby e Littel hanno un luc meraviglioso. Nel senso che è perfettamente congruente con ciò che ci si aspetterebbe da loro. Ore 21.33: da un cellulare Omnitel sconosciuto mi arriva il seguente sms: "Un amico sai è come una chitarra... Grandi Roberto e Antonio! Che tristezza!". Io gli rispondo subito: "Sì vabbè ma chi cazzo sei?" La risposta che mi arriva mi chiarisce il tutto: "Minchia Tony... Sono Frontera!" Io controbatto: "Minchia Frontera!". E' un mio amico, beneficiario in caso di mio decesso di tutti i miei libri di carattere fortemente demenziale (come ben sa chi ha letto il mio irripetibile testamento...). In realtà non si chiama affatto Frontera: quello è un nostro percosiddire tormentone interno derivante da un personaggio calabroide ruspante che si recava presso il suo (del mio amico) sportello bancario per acquistare i bhihotthhì: era nomato Frontera, appunto. Se non avete capito voleva comprare i BOT.

Iva al 10% (le credenziali sono un po' scese in seguito alla performans della prima serata) offre lo spunto a Giuseppe Baudo di perorare la causa dell'abbassamento dell'IVA a medie non ho capito se europee o mondiali. Iva canta decisamente meglio della prima sera, anche se a un certo punto ho avuto la sensazione che perdesse il tempo (però poi si è rimessa in pari). La canzone non è male, a me i tanghi piacciono. Mi piace persino Polvere ridotta a tango, sul che D'Artagnan ha avuto più volte da vomitare (magno cum pezzettinorum vomiti spargimento). Poi mi arriva un altro sms del Presidente che dice che Iva è strepitosa. Ma che ve lo dico a fare... probabilmente lo ha mandato a 50-60 persone minimo... lui fa così: manda messaggi generici con destinatari cumulativi. E' nel suo stile. Poi gli arrivano duecento messaggi di ritorno che gli intasano la casella. Cheppoi succede una cosa analoga quando invita quattrocento persone a casa sua (50 mq) e se ne presentano circa il doppio che nel clu della serata sono spatasciate sul pavimento dell'ingresso oppure accatastate sul letto della camera oppure sedute sulle sedie del reparto cinema affollato. Si acclude piantina (solo sul forum, qua non ho lo scanner e comunque non saprei allegarla).

Nino D'Angelo è introdotto dalla compaesana Otieri che accenna "Senza giacca e cravatta". Però invece lui entra proprio in giacca e cravatta, il che vuol dire che proprio ci crede. Quando canta tira il collo in su (tipo gallo spennato) e tiene gli occhi chiusi per la grande emzione provata, esattamente come faceva l'anno scorso. Frontera riappare e mi scrive "Il mitico Nino! Che uomo...". Comunque va premiato per la coerenza (Nino, non Frontera).

I Negrita non li ho cacati ti striscio perché stavo telefonando a Frontera.

Giuni Russo ha dei fregi sulla capoccia finalmente scoperta: non si capisce bene si siano tatuaggi o decalcomanie ad acqua (quelle che si trovavano nelle bubblegum dei bei tempi passati). Canta se è possibile meglio di ieri sera, e la canzone è superba.

Anna Tatangelo e quell'altro non me li sono cacati di striscio perché ho ripreso a cacare Frontera che durante l'esecuzione di Giuni ero riuscita a zittire.

Carla Bruni parla come quella che fa la pubblicità del caffè Chimbo, pronunciando la ci tipo ciui e la gi tipo giui (vociue, franciuese, sacrificiuo, attriciue, mezzi tencologiuiciui, difficiuile). Ciui scodella pure il suo franciuese ben pronunciuato. Stucchevole. La canzone cantata è rilassante e secondo me ascoltata nei giusti momenti aiuta l'attività peristaltico-defecatoria.

Pausa pane e confettura ecstra di more (che molto più della canzone della Bruni aiuta l'attività sopradescritta).

Syria e Cristiano Del André non lasciano segni.

Entra Sciaronstoun che mente spudoratamente dicendo che ha visto la serata di ieri e dice che "in particolare ha apprezzato il talento di tutti i cantanti". Notare "in particolare" e "di tutti". Vabbè. Durante il momento più glamur della serata ne approfitto per connettermi un momentino e andare a leggere la posta per portarmi avanti. Scopro con un certo raccapriccio che la signora Franca si sta dando non poco da fare per recuperare cazzi, e che il maddone bastardo mi ha deturpato la fiancata destra accostandomi all'orrendo Pippino. CHEDDUEPALLE la poesia infinita di Sciaron... sembra quella roba che gira in pauerpoint da tre secoli, il precetto tantra o sarcazzo... quello che trova nel cassetto il reggiseno bello della moglie morta che sta ancora nel letto e allora capisce un sacco di cose, che poi sono quelle che ha capito pure Sciaronstoun.

Lisa altro che sbiancata in acuto come dice il Presidente: canta molto bene una canzone bellissima. Poche palle.

Luca Barbarossa è un po' cauntrienduestern. Non è male la canzone, ora vado a scrivere i miei voti sulla tabellina di Sorrisi, così poi domani ne faccio molteplici fotocopie che per la vostra gioia sarnanno messe come di consueto a disposizione alla serata del Presidente. Il testo è velatamente erotico: "Balla balla mia dolce farfalla".

Enrico e la tipa so' bbravi. Lui un po' di più, lei un po' di meno, ma chissenefrega. In effetti vocalmente il suo (di lei) attacco è ingrato. Ho provato a cantarlo: viene una merda anche a me (il che in realtà non è che faccia troppo testo).

Alecsia ha una voce che ricorda Aretafrenclin: impressionante. Persino la canzone mi è sembrata meglio di ieri sera.

Sergio Cammariere canta appena meglio dell'altra sera, però la voce è inesistente. Probabilmente questa canzone nell'arrangiamento originale senza tutti quegli archi e sovrastrutture sanremesi risulterebbe meglio. Ovviamente sto parlando a vanvera perché non mi sono ancora imbattuta nella trasmissione radiofonica del pezzo in esame. A dirla tutta non mi sono imbattuta proprio in nessuna trasmissione visto che in questi giorni c'ho le dita a forma di tastiera e gli occhi a forma di video e il resto del tempo lo passo a vegetare. Cazzo sono troppo intelligente: infatti quando la ricanta al piano senza accompagnamento aggiuntivo è assai meglio. Ovviamente l'operazione della ripetizione avallata e anzi proposta da Baudo avrà le sue belle conseguenze polemiche.

Lascio ai glamuristi del sito i commenti sulla Gerini travestita da puttana spagnola di alta prosapia.

Alecs Britti ha una faccia di cazzo e un'espressione vagamente beota, però è bravo. Solo, ci poteva risparmiare quel ritornello un po' banalotto. Lo preferivo quando cantava che era contento.

Poi entra una vestita da indiana con una palla rossa dipinta sulla fronte. Scopro che è una parente non identificata di Gandhi, che poi era quel famoso tipo magro e rugoso e anche, diciamolo, un po' sfigato, con la faccia tipo ettì, che però era bravo e buono e infatti devono avergli dato anche qualche premio importante. Poi arriva un gruppo che canta una roba tipo quelle che ti mettono ai ristoratori indiani quando vai a strafocarti di lassì nei loro locali (ne sanno qualcosa giampirossik e vivianabe, compagni di merenda, è proprio il caso di dirlo, in una medio-recente occasione). A proposito di vivianabe: contrariamente alla signora Franca mi ha fatto intendere che vuole essere solo passiva, ricettiva, senza partecipare al foro. Quindi non le sfracassate la minchia se non parla mai. Lei ascolta. Cogita. Ma ha subìto uno scioc da bambina e allora non parla. Al massimo produce versi sconnessi poco comprensibili ai più. Vabbè... che questa canzone abbia avuto il disco d'oro e sia al primo posto, come dice Pippone, in tutto il mondo è da vedere. In ogni caso il gruppo si chiamano Pangiabi. Ricordatevelo o annotatevelo per quando appariranno negli volumi annuali dei ghinnes dei primati (nel senso delle scimmie) per dischi d'oro venduti. Ettecredo: mica ci sono molte scimmie che fanno dischi... (la fagus è definitivamente andata...)

Antonella Ruggiero è bellissima e sofisticaterrima. Canta come una che ci crede. La canzone, a risentirla, non è niente di che, ma lei la canta come meglio era difficile fare.

La canzone degli Eiffel Sicstsifaiv (ho scoperto che si dice così) sarà la vincitrice degli ascolti a posteriori, festival finito.

Minchia, Amedeo! E' tremendo, ho già detto perché. E più uguale dell'uguale.

Sbaglio o qualcuno prima che cominciasse a cantare ha gridato ad Anna Ocsa qualcosa come "facci vedere le mutande"? Notevolissima la frase del testo che così recita: "Sarà bello aprirsi come un lucchetto". Concorre con la farfalla di Barbarossa alla frase più erotica di quest'anno.

Le uaildgherls cantano uailbois, ollatuans, maria. Il maddone in diretta icciccù sostiene che assomiglino a Paola e Chiara.

Poi le classifiche, poi il collegamento con il Dopofestival (ma stasera lo lascio al suo destino...), poi l'urfida sigla.

*** (mettiamo anche qualche a Sterisco per la gioia di giesse)

In realtà poi mi sono cuccata anche il Dopofestival... Sto ancora sistemando la piantina... Cazzo è tardissimo... Bello lo scarto di consonante di Ippoliti quando propone come titolo di giornale "Iva: ok il pezzo è giusto". Bello anche il cambio di vocale di altro titolo "Sciaron stona". Ma tanto lo sapevate già che a me questi giochini idioti sulle parole piacciono. Un giornalista veneto ripete in due minuti 23 volte la parola "ecco". Nient'altro di rilevante da rilevare.

fagianella alle prese con la piantina