Mercoledì 5 marzo 2003 - La seconda serata minuto per minuto!

(ecco un'altra immagine della nostra in compagnia di Giuseppe Baudo)

 

Cominciamo a dire subito che ho sonno ancora prima di cominciare. Il che è grave. Se tiro fino alle tre come la notte precedente domani al lavoro dormo. Venite a festeggiarmi quando uscirò per l'ultima volta dai locali dell'Università con la faccia persa nel vuoto e in mano una lettera di licenziamento in tronco per giustificato motivo soggettivo ("dormiva").

Fra una farfalla al pesto e l'altra (ma perché continuo a comprare le farfalle in offerta se poi mi fanno schifo? forse fanno schifo a tutti ed è per questo che sono sempre in offerta...) mi appare Valentino Rossi, che dopo aver dato il paterno (lui, paterno??? ma se avrà 12 anni...) e prevedibile consiglio ai giovani di andare piano in auto, regala a Giuseppe Baudo un casco che lui però non si infila non si capisce se per le dimensioni del capoccione o per non rovinare l'acconciatura (più che altro la pomata che la tiene insieme).

Per l'occasione della seconda serata sono state composte varie strofe aggiuntive della sigla, che ripercorre molteplici vallette passate. Sono in fibrillazione e non vedo l'ora di sapere quali magnifiche strofe andranno ad aggiungersi nel corso delle serate successive. Alla fine del Festival la canzone conterà 132 strofe e 66 ritornelli (tutti uguali).

La Giuria è composta da strana gente, due digei ignoti e poi altri che non si sono mai interressati di musica in vita loro, tipo Natascia Stefanenco (che f**a è f**a... ma checcazzo ne capisce?) e Michele Cocuzza, che è veramente una testa di Cucazzo e forse proprio per questo è stato chiamato qua dentro.

Durante la pubblicità giro un momento per vedere che cosa stanno facendo del povero uomo gatto che secondo me qua la storia stasera finisce a botte. Poi magari siccome noi non lo vedremo ce lo facciamo raccontare domani da giesse, che è un papiano come me ma si vergogna un pochino di dirlo in giro. Però io lo so perché per estirpargli l'informazione ho utilizzato argomenti insidiosi.

Giro appena in tempo per trovare la presentazione del duo Anna Tatangelo - Federico Stragà. Per rompere il ghiaccio (ma più che altro le palle) Pippone le fa cantare due pezzettini di canzoni di Eros e della Pausina: la tipa risulta avere un po' di affanno e un altro po' di singhiozzo. Il suo amico Stragà entra e canta una roba che dovrebbe riguardare un astronauta ma sembra "Domenica d'agosto" che fa uguale. Anzi ora ve la canto.
Domenica d'agosto, che caldo fa!
La spiaggia è un girarrosto, non servirà
bere una bibita
se in fondo all'anima
sogni l'oceano...
...SPLASH!
La canzone è irritante, con un ritmino Anni Ottanta e dei coretti demodé da fare orrore e la voce di lei che c'ha 'st'ansia alla fine di ogni frase che mette ansia.

Amedeo Minghiiiiiiiiiihhhhhggg ovviamente non si chiama così. Ma non riesco a chiamarlo diversamente da quando Edvisgfenec - in uno dei Festival più vomitevoli della storia di tutti i Festival del mondo (secondo solo a quello condotto dai figli d'arte), forse era quello in cui vinse Cocciante, ma non so - lo chiamò alla ribalta con siffatto suono fra l'aspirato e il gutturale. Il siparietto di Minghiiiiiiiihhhhhggg è costituito da una serie di coppie innamoratesi e sposatesi e tuttora abbracciantesi guardantesi adorantemente e ovviamente scopantesi al suono infinito della melodia immutabile del loro biondo beniamino dalla ecs chioma fluente. E mentre lui canta la vita sua al pianoforte loro si mettono nell'angolino dietro allo strumento e sembrano il coretto finale dei tre terrestri nel Rochiorrorpikciarsciò (quando Frenc saluta tutti perché sa che sta tornando a casa. In realtà non ha capito una beneamata mazza perché a casa non ci tornerà: lo faranno fuori prima). Praticamente li guardi e ti viene in mente la sfiga. Su questo cantautore non c'è molto da dire: a quelli cui piace piace sempre, a quelli cui non piace non piace mai, anche perché ha composto trecento volte la stessa canzone. Questa volta è diversa, però: infatti l'ha spostata più in basso di un semitono (con l'età la voce se ne scende).

Maria Pia and Super Zoo hanno una canzone interessantissima, però lei che pure ha un quid novi interpretativo canta tendenzialmente di cacca e sta a metà fra Mina (nella gestualità) e Madonna (nell'abbigliamento e nei colori bizzarri). La ribattezzerei Madommina. Mi pare un buon compromesso. Io se fossi la Critica avrei già il destinatario del mio Premio. Pure il testo mi pareva interessante, ma non ho tempo per seguirlo. Cazzo due occhi c'ho: o scrivo qua dentro o leggo i testi riportati su Sorrisi e Canzoni. Facciamo che i commenti ai testi li rimando a venerdì, se sarò ancora viva. Ma credo di sì perché nel frattempo avrò molto tempo a disposizione causa licenziamento e dormirò tutto il giorno e la sera sarò bella arzilla per deliziarvi con le mie stronzate.

Ommamma Nino Frassica!! Un'altra volta?? Vado in consultazione della Bibbia. OCCAZZO!! A quanto pare ce lo trascineremo dietro fino alla fine. L'unica soluzione mi pare quella di ignorarlo. Cioè quando parla lui io giro sull'Uomo Gatto Sciò.

Alecsia è una grande. Canta proprio come cristo comanda. Peccato però che una voce di prima qualità come questa non sia sufficiente a far decollare una canzone con pretese sooooul ma un po' moscia, anche perché il paragone con il brio e la verv di quella dell'anno scorso è inevitabile e a tutto svantaggio di questa. Magari risentendola mi piace di più.

Antonella Ruggiero me la voglio guardare da vicino, anche perché è ingrassata e francamente un po' ci godo. Cazzo ma allora è vero che il grasso aiuta le voci a diventare belle: dopo un declino che sembrava irrimediabile, l'ho trovata nettamente migliorata sin dalle suggestive note dal sapore misto etnico e niueidg del siparietto. Anche la canzone mi ha acchiappato (soprattutto il ritornello) e non sono riuscita a trattenere qualche urlo in stereofonia (nel senso che ero in stereofonia con lei, non da sola: ancora non ho imparato a emettere suoni dal buco del culo). Assegno anche un bonus per il coraggio di farsi le treccine a cinquant'anni, senza neanche risultare ridicola.

Di Roberto Giglio ho notato solo che gli hanno fatto il pavimento con le stelline, e mi sono chiesta "ma sono io che sono deficiente o, peggio, orba e non mi sono mai accorta che il pavimento era a stelline anche prima o che?", e mi sono risposta "o che.". Infatti il pavimento a stelline gliel'hanno fatto sicuramente ad personam perché il suo testo dice "Guardo le stelle cadere e conto fino a cento stelle sull'asfalto". Praticamente come Fabietto che prima di addormentarsi conta le fagianelle. Secondo me se Fabietto va a Sanremo gli proiettano le fagianelle sul pavimento.

Durante il momento dello sponsor giro appena in tempo sull'Uomo Gatto Sciò per gustarmi la versione sarabandiana di Sammerlovers con l'uomo gallo nella parte di Sendi. Poi però temendo di perdere l'entrata delle due cariatidi giro e mollo l'uomo gatto e l'uomo gallo al loro destino.

Bobby Solo e Litteltoni cantano prima una canzone del loro comune mito nonché musa ispiratrice Elvis d' Pelvis. Che poi è un po' come Abe il Pelvico, ma vabbè. Poi cantano la loro canzone, che è meno peggio di quanto potessimo aspettarci, e addirittura la Giuria sul balconcino lascia intuire di apprezzare in quanto si lascia andare a un ballo che è tanto libbberatorio quanto la cacca di Funari, anzi di Guzzanfunari. Bellino l'inciso. Litteltoni canta appena appena meglio di Bobby.

Alina ha 12 anni e fa la seconda media. Ovviamente a scuola va bene (lo ha detto a Baudo). Dice che scrive pure le canzoni. Praticamente un mostro. Canta come va di moda ora. Fra un ansimo e un acuto, praticamente è la sorellina minore di Syria, la cugina di secondo grado di Elisa e ha subito qualche radiazione vocale da parte dell'ultima vocalist dei Matia. La canzone è ascoltabile, ma di veramente decente c'è solo un pezzettino dell'inciso. Mi arriva in tempo reale il seguente messaggio: "ORA CHIAMO IL TRIB. X I MINORI. LA ZIA ARISTA". Evidentemente la Zia la pensa come Pippone che al termine dell'esibizione spedisce la bambina a dormire. Però la Zia è nettamente più simpatica.

Su Enrico Montesano invoco il silenzio stampa. Mi giro solo un momento a guardarlo e mi accorgo con terrore che assomiglia in maniera impressionante a mio padre, con tutte le complicazioni di tipo edipico che possiamo facilmente immaginare. Comunque è sicuramente al posto giusto con il giusto pubblico. A Zelig gli tirerebbero le uova. Praticamente è inversamente proporzionale alla Littizzetto. Nel frattempo all'Uomo Gatto Sciò i toni si fanno accesi. Probabilmente ci sarà del sangue entro la fine della serata.

I Negrita per far capire subito che loro sono un gruppo fortemente roc con un'anima fortemente roc che fa canzoni fortemente roc arrangiate in maniera fortemente roc cantano Laic a rollin' stoun, accompagnati debolmente al basso dalla Gerini che suona lo strumento all'incontrario, non si capisce se perché sia mancina o in un bieco tentativo di emulare Polmeccartnei. La canzone nuova che presentano è ovviamente roc. Sono troppo stanca, ma la tentazione sarebbe quella di ballarla. C'hanno le chitarre a strisce della pace e il simbolo della pace appiccicato su tutte le magliette.

Elsa Lila (ma qual è il nome e quale il cognome??) canta una canzone tipicamente sanremese, e non mi venite a chiedere che cazzo vuol dire canzone tipicamente sanremese: ascoltatela così capite com'è fatta una canzone tipicamente sanremese (male). La strofa sfocia direttamente nel melodicissimo ritornello. Praticamente è strutturata su tonica, sottodominante e settima di dominante, con immancabile innalzamento di un semitono fra il primo ritornello la seconda strofa. Vabbè non perdo neanche tempo a spiegarvelo perché è troppo una palla.

Rodstuart me lo sono quasi perso. Cioè, ho sentito che cantava un gezzino decente, ma ero troppo presa dalla piega sdolcinata del finalone dell'Uomo Gatto Sciò. Davo uno a cento botte e sangue e invece praticamente alla fine i due rivali storici si baciavano e si abbracciavano. Tarallucci e vino. Cheddelusione.

Nino D'Angelo viene introdotto dalla bella Otieri che canta - decentemente, diciamolo - Marì. Poi entra e non ho capito bene con quale scusa declama una poesia nel proprio vernacolo. Vorrei uniformarmi declamando anche io una poesia nel mio vernacolo.
Strunz'
ca 'nterra staje...
sott' 'a 'sta scferz' 'e sole,
ropp' tre ore 'e scpaseme e turmient'
t'agg' cacat'
STRUNZ'!
Traduco:
O pezzo di merda che stai per terra, sotto a questo pungente raggio di sole, dopo tre ore di spasimi e tormenti ti ho (finalmente, aggiungerei) cagato: stronzo! E aggiungerei ancora, in una traduzione un po' libera: "Mi hai sfondato il culo."
Solo che la mia non è mia (non ci crederete ma è roba dotta), mentre la sua era sua.
La canzone è arrangiata un po' tipo Intillimani, solo che loro cantano in peruviano o in cileno o in qualcosa del genere e questo qua in napoletano. Comunque il piccolino è piuttosto bravino a cantare e a parlare insieme (forse lui ha imparato a emettere suoni dal culo, però secondo me il suo ano parla solo napoletANO). Il Presidente per fare un corso accelerato di napoletano onde poter corteggiare più da vicino e con maggiori speranze il suo divo preferito Giggi D'Alessio in arte Giggi D'Alessio ha pensato bene di iscriversi alla niusleta di Nino, dove c'è grande partecipazione di fans campani. Solo che ora che ha imparato a perfezione la lingua non riesce più a levarsi dalla lista. Per farla breve, VORREI PROPRIO SAPERE CHI E' QUEL BASTARDO CHE L'HA ISCRITTO, ANCHE PERCHE' OVVIAMENTE LA COLPA ME LA SONO BECCATA IO, NOTA ACHER GIA' SMINCHIASITO.

Fanno un collegamento con il Dopofestival ma non ho capito di che cosa abbiano parlato. Sto risparmiando le ultime ENERGIE per ascoltare Giuseppina Romeo. Voi penserete che mi è scappato il maiuscolo per sbaglio e invece ovviamente era una citazione dotta che voi profani non potete neanche lontanamente capire. Me la sono fatta solo per autocompiacimento, alla faccia vostra. E' chiaro però che se andate su gugol e cercate le parole chiave ovviamente poi lo sapete tutti.

Daniela a pedale è vestita in maniera ridicola e canta con i capelli davanti alla faccia che ogni tanto entravano e uscivano dalla bocca.

Di Giuni Russo bisogna dire innanzitutto che è molto simpatica, nonostante il titolo di un suo album di qualche anno fa che recitava "Se fossi più simpatica sarei meno antipatica". Voi ora crederete che me lo sono inventato sul momento giusto per fare la spiritosa e invece vi assicuro che su quest'artista sono abbastanza esperta (...vabbè poi sono esperta anche di pom**ni ma questa è un'altra storia). Ho dati certi. Ho le prove. L'ho sentita persino cantare dal vivo Me voglio fa' 'na casa di Donizetti e Malinconia ninfa gentile di Bellini, solo per fare due esempi dottissimi. Il primo pezzo fatto nel momento dell'autosponsorizzazione è bellissimo, e per chi l'ha seguita è cosa nota. Un'estate al mare è cosa nota anche per chi non sa chi cazzo sia questa tipa strana con un cappello strano sulla testa. Fanno vedere anche uno spezzone di quando aveva più o meno un'età compresa fra quella di Alina e quella di di Anna Tatangelo. Ha tutti i numeri per il Premio della Critica. La canzone è raffinata, anche se ha un testo semplice e senza pretese. Lei è a dir poco strepitosa. Una vera fuoriclasse come in Italia pochissime ce ne sono state e meno ancora ce ne sono. La voce non è mai stata bella ma le capacità organizzative di una tale estensione sono impressionanti. Cazzo cinque ottave sono cinque ottave.

Marco Fagiano è un mio lontano parente. Vabbè questa era orrenda ma siate clementi: ho gli occhi che non me li sento più e se penso che ancora non è finita e che comunque alla fine devo rileggere tutto e renderlo decente mi vengono i vermi. La canzone, a parte l'inciso, è piatta come la maggior parte delle canzoni dei giovani di quest'anno. Praticamente questo è il Festival dove si salvano solo gli incisi. Se avete qualche parente grave che è appena stato operato tramite bisturi e sta rischiando la vita portatelo a Sanremo ché magari si salva. (E dopo questa la incisero solo per vedere se si salvava.)

Syria assomiglia uguale, ma un po' più nera e UN PO' (anche qui il maiuscolo non è che proprio è scappato per sbaglio...) più giovane a Giovanna Lunghini, ma ricordatevi di togliere il BRE dall'indirizzo se no non le arriva una cippa. Assomiglia pure vagamente a una mia amica cantante lirica assai f**a e pure brava (www.silviacolombini.it): andate sul sito, constatatene la somiglianza e ascoltatene la voce!!! Inquietante il chitarrista che la accompagna: è la brutta copia di Fedro il ciccione del Grande Fratello. Sì vabbè lo so che ho detto che il Grande Fratello mi fa caccare, ma ormai le facce di quei deficienti le abbiamo tutti bene in mente e la somiglianza non mi poteva sfuggire. Fateci caso dopodomani. La canzone è di Giovanotti ed è un pochino pretenziosa, lei la canta come al solito (suo).

Gli Stralunati li vorrei rimuovere.

Broccoli c'era anche ieri sera, ma mi accorgo di averlo saltato a pie' pari solo ora che lo rivedo. Decido di saltarlo a pie' pari anche stasera. Trattasi pertanto di salto con dolo.

Silvia Salemi usa il verbo di nuovo conio "emozionare", che mi fa invero vomitare (stasera ancora non avevo sboccato. Neanche qualche conatino.). E cerca di emozionare, appunto, il pubblico con una cosa che non ho capito che era, anche perché sono a svariati metri dal televisore, il nervo che scorre sulla fiancata destra del mio collo comincia a dare evidenti segni di cedimento e come se non bastasse il ticchettìo alla tastiera ininterrotto da tre ore e mezza mi disturba l'udito. Come canta mi fa abbastanza schifo ma la canzone si lascia ascoltare: ha degli spunti interessanti e scorre via liscia. Stasera è una delle meno peggio.

Jacqueline Ferry me la sono già dimenticata. Forse non era neanche tremenda ma non avevo la forza di ascoltarla. Un attimo che appoggio giusto cinque minuti la testa sul tavolo del piccì. No forse è meglio di no altrimenti rischio che mi sveglio domani mattina alle 10 con il torcicollo che nel frattempo è diventato un torcicorpo.

Poi arriva la seconda ospite straniera e viene annunciata all'unisono da Pippone e dalla bella Otieri: peccato che lui dica Desirì e lei Desiré. Per ben due volte. Avrei capito di più se la seconda volta i due si fossero scambiati le pronunce nel tentativo di dire la cosa uguale all'altro. Come quando due deficienti si incontrano su un marciapiede e vanno avanti come due cretini per tre ore perché non si mettono d'accordo su chi deve passare a destra e chi a sinistra. Non so se mi sono spiegata. Se no mi dispiace, non so che farci. Beh, comunque questa tipa canta una specie di regghe contaminato non so bene da che. La rincorrono pure per darle i fiori. Anzi, i "Sanremo flauers", come vengono definiti da Pippone.

La Giuria di Qualità parrebbe essere più o meno d'accordo con me sul piattume e sull'uguaglianza reciproca delle produzioni del reparto giovani. Ora mando le mie recensioni a Giuseppe così magari l'anno prossimo mi mette pure a me dentro la Giuria di Qualità. Con me prende due e paga uno. Praticamente una Littizzetto dei poveri nella Giuria di Qualità.

La mia classifica è una classiFICA, in quanto tutta femminile. Giuni Russo, Antonella Ruggiero e Silvia Salemi. Sono stata tentata dai Negrita, ma alla fine ho puntato sulle giumente. Fra i giovani premio quelli delle fragole. Gli altri potrebbero andare a morire ammazzati. Ovviamente quelli delle fragole sono ultimi per la Giuria Popolare e secondi in quella di Qualità. Vabbè era prevedibile. Sui big non concordo con nessuna delle giurie (eccettuata Giuni, cui però io consegno l'oro).

Ancora un due orette e la seratina è finita. Durante il tiggì rileggo e spedisco (sperando nella clemenza dei miei fans e meno fans), poi mi addormenterò davanti al Dopofestival.

Come ultima cosa vi dico solo che probabilmente io morirò di un amore (bella questa crasi di titoli).

fagiantonella faggiuni

P.S.: al Dopofestival Baudo dà il peggio di sé. Prima sbatte praticamente giù il telefono in faccia a uno che in effetti stava rompendo un po' i coglioni però, diciamocelo, c'aveva ragione. Tra parentesi, fece una cosa assai similare anni fa con uno che telefonicamente ebbe da dire qualcosa su una canzone di Riccardo Fogli; senza neanche farlo terminare Baudo lo offese nel tentativo di difendere con argomentazioni veramente antiche e fuori luogo la canzone di Fogli quando oltretutto il telespettatore non ne stava neanche parlando male (mi ricordo che all'epoca vomitai). Poco dopo deve scrollarsi di dosso la patata a suo avviso bollente riguardante i supposti errori di conteggio nell'unificazione delle due classifiche: sul punto dice che è d'uopo interpellare l'Istituto Cirm che ha la "responsabilità diretta". Penoso. Oltretutto si tratta ovviamente di un falso problema perché i numeri interagiscono non solo fra dati omogenei (stessa canzone) ma anche fra dati disomogenei (canzoni diverse) e quindi una enorme distanza fra due canzoni contigue in una classifica a fronte di una piccolissima distanza fra due canzoni contigue nell'altra può generare questi finti mostri. Cazzo ora sono pure una matematica. Cazzo tutto io gli devo spiegare a questi.