Venerdì 7marzo 2003 - La quarta serata minuto per minuto!

(ecco un'altra immagine della nostra, finalmente valletta, insieme a Giuseppe Baudo) - lo so che è la stessa... appena ne ho un'altra la piazzo...

 

Prima di ogni altra cosa vorrei ringraziare il mio pubblico che, non vedendomi postare, si è preoccupato per me (i più apprensivi sono arrivati addirittura a temere per la mia vita).
Ovviamente il ritardo è dovuto al fatto che oggi avevo tutto il tempo e nessuno mi costringeva ad applicarmi nottetempo per farvi conoscere le mie mirabili valutazioni della serata. Mi rendo conto che per qualcuno tutto ciò è diventato una droga e già si sta strappando i capelli pensando che dovrà attendere un intero anno per rivedere la fagianella trattare l'argomento Sanremo. Ce lo siamo chiesti, e ci siamo risposti che fagianella resterà ovviamente a vostra completa disposizione per incontri melici privati. E sono 50 mila di bocca e 100 mila scopare. (E' inutile che ridete, questa non è mia.)

Premetto quindi, se ancora ce ne fosse bisogno (per i meno svegli) che questa recensione sarà scritta in differita (ora sono le 17 passate del dei after): ieri mi sono limitata a prendere qualche appunto. Speriamo che capisca che cazzo ho scritto.

Dopo questa doverosa premessa, provo a trascrivere i miei appunti, magari commentandoli e ampliandoli qualora riscontrassi delle imperdonabili lacune.

*** *** *** (ormai consueti)

Giuseppe Baudo spiega che, come ormai capita da qualche anno nella serata dedicata ai giovani, i BIGS faranno riascoltare un pezzettino del loro rotornello. Quindi presenta Nicola Arigliano di anni 132: probabilmente è stato chiamato proprio per una questione dicotomica, trattandosi della serata giovane. Viene salutato da Mario Merola che è presente in sala. Maccenefregassequalcosa.

In occasione della quarta serata, non si capisce perché, è stato deciso di ripristinare la discesa dalle pericolose scale sanremesi, ormai note in tutto il mondo. Non vedo l'ora che qualcuno, prima o poi, cada rovinosamente: credo che mi divertirei moltissimo a recensire sfracellamenti umani magno cum cerebri spargimento.

La strofa della ormai celebre sigla stasera è dedicata agli ecs giovani che sono passati da questo palcoscenico. Alcuni ora sono vecchi stagionati - tipo Dalla, Mina, Milva - altri sono vecchi freschi - Eros, Giorgia e qualcun altro. Credo che uscirà un ciddì contenente 5 canzoni tutte uguali ma, cosa importantissima, con le strofe diverse.

La Otieri, che per l'occasione si è pure tagliata il capello, entra con una miiiiis tipo Lola-Lola con un frac e il cosciame ben tornito al vento: mi ricorda un lontano carnevale in cui ebbi l'ardire di vestirmi in siffatto modo (vabbè ero pazza ma c'avevo pure 15 kg di meno). Se non ci credete il Del Vecchio potrà confermarvelo. Forse anche il Bellinge.

Manuela Zanier ha una canzone un po' onirica, peccato che lei non sia troppo intonata e abbia una voce fastidiosamente fissa.

Gli Zurascazzy hanno un ritornello un po' ripetitivo ma decisamente d'effetto (mi ricordano vagamente i Timoria dell'anno scorso).

Ora tocca al primo quartetto di BIGS (maiuscolo perché sono BIGS). Silvia Salemi è uguale alle altre sere. Gli Eiffel della Torre accompagnati solo al piano e senza lo UNZ UNZ UNZ di sottofondo sono assai meglio. Decisamente buoni, ma con qualche nota calantina da parte del solista. Con Syria c'è un deficiente che fischietta. Le sere precedenti non lo avevo neanche notato, forse perché stavo scrivendo come una pazza e come ormai sapete avevo il televisore a duecento metri e non vedevo una mazza. Il deficiente fa pure l'occhiolino. Ci chiediamo tutti che c'avrà da occhiolinare. Come ha detto Pippone, è solo "una canzoncina". La canzone di Luca Barbarossa è fra il gitano e il cauntri; la strofa melodicamente è un po' sconnessa, ma il ritornello è buono.

Patrizia Anguillara aveva di bello solo il completino con cui era abbigliata. La voce mi appare inascoltabile, la canzone pure.

Gianni Fratellino di Giggi giusto al Presidente poteva piacere. Assomiglia vagamente a Melghibson da giovane. Cioè, io non l'ho mai visto Melghibson da giovane, ma me lo immagino uguale a Gianni Questoqui. Ha fatto pure una stecca e alla fine dell'esecuzione si è scusato dicendo che era emozionato perché c'erano i Pù e Mario Merola in platea. Tra parentesi, i Pù (a proposito, in veste di Direttore del Crusc ho decretato che si scrive con l'accento anche se è monosillabico e se non si può confondere con un cazzo d'altro) sono venuti a spingere il loro miusicol Pinocchio... ma Merola??? Allora quello che canta che si chiama Merola è veramente un parente e lo zappatore è venuto qui per appoggiarlo, appoggiato alla zappa.

Sgiacchelin Ferrì canta un roc sconnesso e inconcludente. e non ha neanche un bel completino come almeno la tipa di prima aveva.

Linus della Giuria dei Fighi ci racconta la sua teoria sul gradimento delle canzoni: secondo lui le canzoni che piacciono meno al primo ascolto sono quelle che poi piaceranno di più dopo. Mah.

Massimo Ghini e ciò che è venuto a sponsorizzare mi fanno caccare. Passo oltre.

Daniela Pedali assomiglia a Geilò. Null'altro da rilevare.

Ed ecco il secondo quartetto di BIGS. Giuni Russo canta - superbamente - la coda del suo bel pezzo. I Negrita hanno il cantante con le orecchie a punta come Spoc. Il fatto di non aver di fatto seguito visivamente il Festival le serate precedenti mi fa scoprire un sacco di cose nuove. In ogni caso da questi qua mi aspettavo qualcosa di meglio. Antonella Ruggiero è proprio carina con le treccine. Bobbi e Littel sono truzzi, ma coerenti, Littel c'ha i capelli bicolore e Bobbi balla in maniera tremenda ma, ripeto, assolutamente coerente con il personaggio. Ovviamente ripropongono la loro versione del duetto dell'amicizia.

A questo punto arriva sul palco la trup del coloratissimo allestimento di Pinocchio. Ci stanno sfracassando le palle co' 'sto Pinocchio dei Pù da ancora prima che i Pù partorissero l'idea di musicarlo. CHEDDUEPALLE. Sull'onda di Cocciante che ha avuto una bella idea ora tutti vogliono fare i fighi. E comunque, dopo aver speso 154 euri dico 154 euri per vedere Notradamd'parì nel secondo settore di platea al Forum di Assago, Pinocchio non mi avrà. N.B.: i 154 euri erano il prezzo di n. 2 biglietti: uno l'ho offerto a uno sperando che dopo almeno una bocca me la lasciasse fare, e invece niente. Bastardo.

Pare che i Blu abbiano persino duettato con Entolgion (come ha detto la Otieri). La cosa ci fa piacere. Per loro. E poi non me li sono potuti cagare perché le fotocopie della mia pagellina sono venute una merda perché andavo di fretta e ora mi tocca ricalcare a mano i voti copia per copia. Comunque la canzone era tutta uguale.

Altri quattro BIGS. Stragà e Tatangelo si riconfermano nella loro penosità. Oltrettto del loro minuto a disposizione hanno utilizzato i 5/6 per dire nanananana nananana nanananana nanananananana nananana nananana nananananananana nanananananana nanananana nananana nananana nananana. Per i più lenti o i più scarsi in matematica o semplicemente i più deficienti comunico che i 5/6 di un minuto equivalgono a 50 secondi. Cristiano De André è apprezzabile solo perché fa il suo ripassino con l'unico ausilio della propria chitarra. Molto ad effetto il ritornello di Iva con una chiusura vocalmente ottima. Nino D'Angelo è l'unico che opta per la prima strofa della propria canzone. Avrà avuto i suoi motivi, probabilmente di ordine poetico (se così si può dire).

Ma allora la Otieri non si era segata i capelli... ce li ha di nuovo lunghi... Vabbè.

Alina è un coacervo di vezzi presi da altra gente: gli acuti orrendi e sfiatati di Elisa, i mollamenti di diaframma di Silvia o comesichiama Mezzanotte, gli ansimi di qualcun altra, cioè, di molte perché ora vanno molto di moda, così come negli uomini vanno di moda i rutti (cfr mia recensione dell'anno scorso: i rutti di Renga).

Gli Alluvionati non sono malissimo.

Verdiana ha almeno una voce di discreta qualità.

Il vestito di Maria Pia allo zoo è superlativo. Una specie di tuta azzurro lucido e semisbrilluccicante (sciantung?): nel vederlo ho avuto una botta di invidia, ovviamente per il possesso più che per l'utilizzo (come sanno quelli che mi conoscono, io sublimo l'uso di molti oggetti che pure posseggo: l'importante è l'acquisto e il possesso stesso, appunto).

Daniele Stefani l'ho zompato. Non nel senso di conosciuto carnalmente. Ma è che stavo parlando al telefono con una mia amichetta della tutina della tipa di prima (oltretutto lei è fra le persone che meglio mi conoscono e sa perfettamente a che punto può arrivare il mio delirio del possesso). Ho pure fatto uno schizzetto del vestito in questione: magari prima o poi ve lo mando in allegato.

Mi sono abbastanza dovuta ricredere su Claudia Cerini che fa 'A ranci(d)a: è brava, anche se quando parla quella specie di spagnolo maccheronico le viene la bocca storta. Per restare in argomento iberico, il vestito finto-spagnolo della Otieri è tremendo: pavento sin d'ora (non avendo ancora letto alcunché) il giudizio dei glamuristi del sito.

Sciagghi è quello di bumbostik, cheppoi se non me lo dicevano il Pippone e Serena manco sapevo chi cazzo era.

Ed ecco finalmente altri quattro BIGS. Rrouge e Mirò sono abbastanza fighi: lei sta meglio del solito con il taier bianco, e pure lui è abbastanza bellino con una specie di giacchetta un po' così. Come, così? Così. Punto. Fausto Leali è il solito. Basta un minuto di Amedeo Minchia per rischiare di farmi addormentare. Anche lui sceglie l'essenzialità dell'accompagnamento (solo piano). Alecsia sceglie - giustamente - il finale del suo pezzo, dove può dare il meglio di sé.

Dolcenera c'ha un bel luc: tutti i capelli a pezzettini e gli occhi finti pesti. Ci piace. Poi è brava e la canzone è trascinante. Ha un po' una bocca da cavalla, ma sai i pompini??

Ma allora era un parente!! Hanno inquadrato prima Filippo e poi papà Merola. Filippo si prende i complimenti della Gialappas per aver detto ben due volte la parola "situescion". Ma qui occorre fare un passo indietro. Quando Radio Uno ha smesso la programmazione perché se ne sono andati tutti a dormire, ho girato su Radio Due dove c'erano i tre deficienti che disturbavano le canzoni e ho capito qualcosa di ciò che stava accadendo sul palco. Praticamente tutti, istigati dalla Gialappas, dovevano dire situescion per fare uno scherzone a Baudone. Matte le risate!!

Roberto Giglio sembra Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo.

Infine c'è l'ultimo gruppetto dei BIGS. Lisa si è attorcigliata una striscetta di bandiera fabietta pacifica sulla mano. Cammariere l'avevo beccato poco prima a Striscia che cantava una canzone dedicata a Gino Paolo (finto) ed era bravissimo. Il rapporto fra come ha cantato la canzone del Festival e come ha cantato a Striscia è di 1: 10. La Ocsa è elegante in bianco. A detta di qualcuno alla radio pare avesse un herpes labialis, ma io non me ne sono accorta. Miracoli del trucco televisivo. Meglio non parlare d'altro, per quanto la riguarda. Britti è bravo.

Per introdurre e per premiare l'immarcescibile Nilla Pizza (vetita da carampana bulgara - la miiis sarebbe piaciuta assai alla Ghena), le supervallette cantano Grazie dei Fior e L'Edera, e per l'occasione la Cerini si è messa una catenella di strasses nei capelli che ricade davanti alle uregie: altra botta di invidia.

Sia il premio Alecs Baroni sia il premio Mia Martini vanno all'Anguillara (...certo che Baroni e la Martini c'avevano veramente dei gusti di merda).

La mia classifica è: Maria Pia allo Zoo, Dolcenera e - pari merito - Allupati e Zurascazzy, così, giusto per dire qualcuno al terzo posto.

Comunque vince Dolcenera che per la troppa emozione comminando all'indietro pesta i piedi a Pippone, il quale però fa finta di niente perché ha letto le recensioni del Presidente e non vuole sfigurare. In altre parole, www.stecca.net fa tendenza e il dieciellode va pur meritato.

Fagiana Baudo mi fa una Pippa