Mercoledì 5 marzo 2003 - La seconda serata minuto per minuto!

Prima che il Presidente possa influenzarvi con i suoi profani commenti e i suoi semplicistici voti (escludo che si sia sparato la nottata alla tastiera - come ha fatto la sottoscritta - per arrivare primo domani mattina nella recensione), procedo a influenzarvi io con le mie esperte considerazioni e le mie dotte valutazioni sulla serata.

Il battutone di apertura di Mario Cipollini, il fratello più furbo di Massimo Boldi, fa capire che sarà una serata memorabile: egli infatti così apostrofa Giuseppe Baudo: "Hai voluto la bicicletta, ora pedala". Pietoso velo.

Appaiono le vallette di questa edizione (e speriamo siano meno peggio di tutte coloro che le hanno precedute): la bionda dalla bocca storta Serena Otieri (mi piace francesizzare il francesizzabile) e la castana dal muso cavallino Claudia Gerini. Entrambe per far vedere che si stanno applicando al massimo subito si lanciano in una sigla tristerrima (che, nota bene, è ben più che tristissima). Giuseppe Baudo ovviamente non può fare a meno di accennarla nuovamente, appena è finita l'interpretazione (se così si può chiamarla) delle tipazze. Se penso che ce la dovremo sciroppare per cinque sere mi viene già il vomito.

Subito c'è un collegamento con un deserto Dopofestival dove c'è una che non parla una lippa di italiano (oltre a essere un'emerita sconosciuta): ci chiediamo tutti a chi l'abbia data/o. C'è anche un orrendo Adriano Aragozzini, sul quale non mi pronuncio perché mi fa (come immaginerete) vomitare.

La Giuria è composta come al solito da gente ignota che però viene presentata come fosse dio (due unità), quindi da Amandalir e Carlo Conti che non si capisce che cazzo ci capiscano di musica e dell'unico noto ed esperto insieme, Red Ronnie. Che però mi sta sulle palle ma questa è un'altra questione.

Nel frattempo al Dopofestival è arrivato Magalli. Mi riservo di pronunciarmi più tardi sul personaggio, qualora lo meriti, ovviamente. E' arrivata anche Simona Izzo che Magalli definisce esperta ma poi non sa dire di cosa. Poi c'è Vissani che anche lui mi chiedo che cazzo ci faccia. Forse prepara spuntini notturni per quelli che vanno al Dopofestival senza aver mangiato (tanto sapevano che c'era Vissani che sicuramente preparava qualcosa). Poi c'è altra gente ignota e anche Gianni Ippoliti, che sarà pure sagace però fa proprio di tutto per risultare odioso ai più.

Durante la pubblicità giro su Italia 1 sperando di trovare qualcosa di acquuuoooooso e di inquuuiiieeeeto, ma mi imbatto nel tormentone "attentato" e mi vengono i conati. Allora giro su canale 5 dove a Striscia stanno facendo vedere qualcuno che si sta menando (ettepareva).

Anna Oxa è presentata dal Pippone con un excursus delle sue precedenti apparizioni sul palcoscenico sanremese. Oggi appare un po' pentita e in un certo senso fa la seria (si è persino tinta i capelli di nero, e le nere sono notoriamente più serie delle bionde, o perlomeno, danno una certa sicurezza - magari fittizia, ma intanto la danno - in tal senso. Da dove cazzo le è uscita questa malsana voce nasale? La canzone isilissenin mi fa abbastanza caccare e lei è più scassata che altro (ormai da una quindicina di anni). Pausona (che non è un accrescitivo della Pausini) a effetto nel finale.

Luca Barbarossa duetta con la cavalla Gerini (anch'essa munita di chitarra) reinterpretando una sua (di lui) vecchia canzone che quando uscì tutti quelli perbene si scandalizzarono perché si dava della puttana niente poco di meno che alla capitale. Si potevano pure sprecare un pochino di più e cantare per terze invece che per ottave, ma tant'è. Dovrebbe farsi dare dal collega Mino Reitano o in alternativa da Mirella Freni (ma reputo più probabile il contatto Reitano) l'indirizzo del dentista onde rifarsi il dentame. La canzone, improntata su tonalità minori, ha un buon ritmo ma risulta un po' monocorde, e come tessitura e come melodia.

Accompagna gli Eiffel 65 la Otieri, anzi la bella Otieri (devo spiegare la battuta?) e insieme fanno qualche versioncella dens di qualche canzoncella pilastro tipo 'O sole mio e tipo Nel blu dipinto di rosso (scherzo: è dipinto di blu, ma era per variare). Alla fine del medlei il cantante fa pure un acutazzo degno della fagianella alla serata finale c/o casa Presidente. La canzone non è il mio genere, ma sta a questo Sanremo come la canzone di Alecsia stava al Sanremo dell'anno scorso (soprattutto come arrangiamento). Mi rendo conto che la frase vuol dire poco ma per il momento è tutto ciò che mi viene da dire. Mi ricorda qualcosa ma ancora non ho capito che cosa.

Penoso Giuseppe Baudo che fa battute pessime sui problemi della Rai: inguardabile e inascoltabile.

Nino Frassica è in (ovviamente finto) collegamento da Scasazza e sponsorizza il relativo Festival: direi che era un personaggio che poteva e doveva morire nel lontano 1985 a Quelli della Notte. Alle prevedibili battute Baudo ride, ma non fa testo. Anzi. Se ride lui io mi rifiuto. Piuttosto mi metto la maschera all'argilla così se appena appena mi viene il conato di riso mi tira la faccia e mi passa subito la voglia. Vabbè.

Dolcenera, a scapito del nome ridicolo, canta una canzone che dalle prime battute appare di grande impatto. La voce non è bella ma la tipa ha grinta. Luc facciale e capigliatura da Anni Sessanta. Abbigliamento cinematografico, stile matrics. Purtroppo il Sorrisi e Canzoni in mio possesso non comprende i testi delle canzoni dei Giovani (infatti parla più che altro della vittoria del '72 di Nicola di Bari e Peppino Gagliardi, da cui il Presidente ha - come sappiamo - attinto a piene mani solo l'altro giorno), ma fra una digitazione e l'altra mi pare di aver scorto che la brunetta è anche autrice della canzone, il che schifo non fa. Comunque non disperate, domani acquisto quello della settimana prossima così ho più fonti cui attingere per le mie stronzate.

In occasione della presentazione di Alecs Britti si scopre che ha fatto pure il chitarrista di Gioucocher e Reiciarls, oltre che in altre amene occasioni tipo roba laziale. Comunque che fosse un gran chitarrista già lo sapevamo, e ne abbiamo avuto conferma durante l'introduzione alla sua canzone a metà fra il suo stile solito e un bluuuus, pur con qualche sbavatura nel melodico facile, ovviamente durante il ritornello ("ho bisogno di te"). Per ora è quella che mi ha fatto meno schifo, ma tanto fra poco arriva il Rrouge e io là sono prevenuta (ovviamente in senso positivo).

Verdiana ha 16 anni, ma si atteggia a figa consumata. E' quasi più odiosa della ragazzina bionda del film furbo visto solo l'altra sera. La strofa è totalmente insulsa, nel ritornello c'è qualche spunto musicale positivo, subito abbandonato. E' una di quelle voci che fa presa e secondo me rischia di vincere (sia per la voce - decente - sia per la canzone - proprio per la sua insulsaggine).

Mentre fanno la fottuta pubblicità "interna" io faccio una scommessa con me stessa, che poi si può riassumere nella seguente dichiarazione: "Luciana Littizzetto è la prova vivente di come nel contesto sbagliato anche i geni perdano punti." Ora vado a lavare i piatti e poi vediamo se avevo ragione.

*** *** ***
(pausa piatti)
(viva gli asterischi)
(che sono dedicati a giesse)
(cazzo oggi non mi vanno al centro)

Luciana Littizzetto, pur dimostrando ancora una volta che a Sanremo anche i geni perdono punti (ho vinto), resta comunque una grandissima, non foss'altro perché ha detto a Baudo di levarsi finalmente dalle palle e gli ha detto anche di essere geneticamente modificato. Notevoli anche le due battute "E' anche sordo..." riferito a Baudo e "Ciao, le palle..." all'orchestra che non sa riprodurre la musica del tempo delle pere. Quindi dice di "sentire la peristalsi" durante il ballo. Alla fine si baciano pure, e lei promette di dargliela in camerino. Il bello di Luciana Littizzetto è che è talmente cessa che può dire qualsiasi enormità senza mai sembrare volgare. Mi ricorda qualcuno che bazzica in un forum di avvocati... una a caso...

Sergio Cammariere accompagna la bella Otieri in una canzone che era già famosa quando Niccacosta la rese ancora più famosa nei primi Anni Ottanta (somuan tu uotc over mi). Poi suona anche altra roba di repertorio dotto. Non ho capito se canta così male perché si caga addosso o che. Mi aspettavo decisamente meglio: qualcosa alla Capossela, per intenderci, e invece era qualcosa di assai lamentoso. Poi magari può pure darsi che cambi idea, ma per ora...

Daniele Stefani ha una voce tremula fastidiosissima, quando non è nasale o in orrido falsetto. Poco altro da dire. La canzone non è certo fra quelle che si ricordano. Il testo parrebbe improponibile. Andrei a finire i piatti. Anche perché tanto dopo c'è Pitergabriel e io a Sanremo gli ospiti stranieri non li ho mai potuti sopportare.

Pitergabriel, accompagnato da moglie e figlia (che non si capisce che cazzo ci stanno a fare, visto che tanto canta in pleibec) è vestito da prete e assomiglia a Scionconneri. Non ho capito se assomiglia a Scionconneri perché è vestito da prete o se è vestito da prete per assomigliare a Scionconneri. Canta (si fa per dire) e si agita con movimenti sconnessi all'interno di una bolla di plastica inserita all'interno di un'altra bolla di plastica e secondo me lì dentro fa pure un sacco di renze a forma di bolla. Sai lo spettacolo se cadeva giù dal palco e si spatasciava con tutta la bolla? E sai l'afrore?!?

Riappare Nino Frassica. Ne approfitto per andare a sciacquare i piatti.

Iva al 20% Zanicchi viene accolta dall'orchestra che triplica la celeberrima introduzione alla sua canzone più nota (il Presidente compilativo vi dirà quando ha vinto e in duetto con chi), nel senso che proprio la reitera su tre ottave anziché proporla nell'arco di una sola (come di fatto è l'originale). Claudia Gerini ha preso di nascosto lezioni di tango da Ketti Locurto. Dopo un inizio visibilmente stonato (bella questa sinestesia, mi è scaturita spontanea), si riprende un pochino e canta appena decentemente (con qualche nota nettamente crescente e qualche altra decisamente calante, ma le note calanti a mio avviso sono meno gravi perché possono essere sintomatiche di spirito interpretativo, anche se ovviamente questo non era uno di quei casi). La canzone non sarebbe male, ma la melodia avrebbe potuto essere più "pulita". Lei stessa al termine dell'esecuzione ammette l'emozione che le ha fatto fare qualche pasticcetto, e difatti cerca di ri-farsi ri-cantando (meglio).

Premesso che uno che si chiama - o, peggio, si fa chiamare - Gianni Fiorellino io neanche lo ammetterei al Forum.... cioè volevo dire al Festival di Sanremo, ma lo fucilerei magno cum sanguinis spargimento, ......... premesso questo, dunque, non ho nient'altro da dire. Il meglio che si possa dire è che è innocuo.

Cazzo sono le 23 e 20 e io ho già un sonno bestiale. Il dopofestival non mi avrà stasera. No, ve lo dico in anticipo se no poi voi vi aspettate anche la recensione del dopofestival, e invece ciccia. Pausa piscia. Ometterei gli asterischi.

Lisa entra cantando "Sempre", bella canzoncina di Maurizio Fabrizio arrivata terza qualche anno fa. (Poi l'anno dopo vinse la fotomodella cecata e allora dopo due anni di vincitori ignoti l'organizzazione pensò bene di cassare la commistione campioni/giovani, e si ritornò ai compartimenti stagni. Così, giusto per fare la colta.) Se quella di quest'anno fosse vagamente simile, mi accontenterei, stante la qualità media che fino a ora mi pare bassina. La voce è più che buona: ascoltiamo, sorseggiando un infuso di malva preparato durante la pausa piscia (ottimo per aiutare anche la pausa merda di fra poco). Evocativa e suggestiva, oltre che molto originale, ma posso capire che non a tutti piacerà. Non è una canzone facile. Non mi è piaciuta la captatio benevolentiae dell'attorcigliamento all'asta del microfono di una striscia di bandiera della pace.

Filippo Merola (ma è il figlio dell'abominevole uomo della terronia? o è solo un lontano parente??) ha una mimica facciale che definirei pronunciata. Forse è proprio il figlio dello zappatore. Il testo è atroce. Mi riservo di impararlo a memoria sui testi che potrò visionare domani.

Ora alzo il culo dalla sedia e mi vado a spantegare sul divano per godermi il mio preferito e la sua femmina. Oltretutto da qua mi sta venendo il torcicollo anche se ho girato il televisore per poterlo guardare dalla stanza del piccì. Alla fine mi sono spantegata per terra. Vabbè. Che dire? Che ho individuato perfettamente la produzione ruggeriana e quella della tipa: ognuno canta ciò che ha scritto: si riconosce lo stile musicale e soprattutto la forma poetica (con buona pace di giesse). La strofa ruggeriana ricorda molto sue vecche cose dei primi anni '90 (tipo "Ta-Pum - Lettera dal Fronte", che voi ovviamente non sapete checcazzo è), che non fanno parte, a mio modesto avviso, della sua produzione migliore (che è precedente). Il ritornello del condannato ha un verso meno rigoroso quanto a metrica e rime. Il tutto non è malaccio, ma in un certo senso sembra che i due siano partiti da due canzoni distinte e poi abbiano deciso di assemblarle, con esito strano. Alla fine dell'esecuzione è squillato il cellulare. Ancora prima di rispondere sapevo già che era il Presidente che voleva infierire. Ne ho presa una su due: era il Presidente ma non voleva infierire. Anzi ha detto che per ora era la sua terza canzone preferita. Poi col Presidente ho dovuto chiudere perché mi ha chiamato anche mio zio Lino da Roma che, molto più autorevolmente del Presidente, mi ha detto che per ora era la sua prima canzone preferita. Ma tanto mio zio è già votato a Giuni Russo, e quindi domani il Rrouge nella sua classifica passerà secondo.

Manuela Zanier è carina ma non troppo intonata; la canzone ha un quid novi ma nessuno se la cagherà.

Due parole sulla stendingoveiscion per salutare i due neodeceduti Gaber e Sordi: secondo me è stata imposta da Giuseppe Baudo che, non inquadrato, ha fatto gesti velatamente minatori che hanno costretto la gente ad alzare le chiappe.

Ma cazzo, la Gerini faccia i film (male) ma ci risparmi le orecchie per come canta... io se fossi stata Fausto Leali le avrei gonfiato la faccia (che magari così diventava più larga acquistando volumi più bilanciati) per avermi rovinato la canzone "Mi manchi". Un po' meglio fa la bella Otieri. Menomale comunque che c'è lui a risollevare le sorti delle sue vecchie canzoni. Su quella odierna non so dire molto. A un certo punto c'è un bel passaggio inaspettato da minore a maggiore dello stesso accordo, ma per ora mi astengo da ulteriori commenti.

Patrizia Achiladarà (miiiiiiii mi sembro Emilio Fede quando crede di essere spiritoso storpiando i nomi) fa l'elegante e la raffinata, ma ha una non-voce e una mano morta (la destra, con la sinistra tiene il microfono) da paura. Mi chiedo come faccia a fare le pippe. "Lividi e fiori"........ però il titolo della canzone è bello (che è pur sempre un inizio). Avrebbe reso ancora di più come "Ecchimosi e flora". Vabbè deliro. Abbiate pietà che sono le zero e venti.

Cristiano De André è sempre più grasso e bolso e assomiglia sempre di più al defUNTO padre (che però era decisamente più unto). Tutta uguale, inesistente. Inascoltabile. Quasi fastidiosa. E finisce pure con un accordo di merda. Praticamente non finisce.

Giuseppe Baudo dice che i partenopei mangiavano la dieta mediterranea. Non mi sforzo neanche per commentare. Anzi sì. Potrebbe passarla a MinchiaSabbri per inserirla nel suo repertorio, unitamente a esci il cane che lo pisci et sim. Cioè: la frase non era "esci il cane che lo pisci et sim", ma "esci il cane che lo pisci" et sim. Lo vedi, cazzo, Presidente, l'importanza della punteggiatura e anche delle fottute virgolette? Vabbè ora vi racconto una cosa: mesi fa ho scritto un appunto a un titolare di cattedra (ometterò il nome) che doveva operare una correzione su un registro di verbali d'esame. Io avevo scritto così, con tanto di virgolette e maiuscoletto distintivo: Appore la seguente dicitura "LA CASELLA ASSENTE E' STATA BARRATA PER ERRORE - VALIDO IL VOTO" con firma Presidente. Sul verbale ho trovato scritto: "La casella assente è stata barrata per errore. Valido il voto con firma Presidente."

Gli Swarowsky (Emilio Fede ha colpito ancora) non me li sono cagati si striscio perché vi stavo raccontando del prof. [bbbbbbbbbbbeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeppppppppppppppppp!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!] ((fiuuu fag... ce l'abbiamo fatta! per un pelo!!))

Luciana Littizzetto riappare in pigiamino, e ne dice qualcun'altra delle sue. Fa anche un monologo sulla donna e l'utero in affitto, sul parto e addentellati. Però è come se si avesse la sensazione che si trovi sulla rete sbagliata. Comunque in confronto a tutti i comici che l'hanno preceduta (Fiorello compreso), tanto di cappello. Forse solo la Marchesini del tempo che fu - ancora facente parte del Trio - sarebbe paragonabile. Anzi, Davide, a tal proposito potresti fare una veloce ricerca sui Sorrisi degli ultimi vent'anni per poi dirci di quale edizione si trattasse.

Scianaia Tuein non aveva la doppia bolla ma aveva due violinisti (finti... in realtà erano ballerini travestiti) che facevano sfondo. Nient'altro da rimarcare. Io gli ospiti stranieri li abolirei.

Red Ronnie dice cose intelligenti (anche perché sono le stesse che penso io... mi riferisco alla questione introduzione al cantante e alla nuova canzone fatta attraverso il cantante stesso e le vecchie canzoni e/o esperienze), e oltretutto è un fan del Rrrouge e per quanto gli sarà possibile sono certa che lo spingerà (mavvenefregasse qualcosa...).

Sono perfettamente d'accordo sui primi tre posti assegnati dalla giuria popolare, ma non nello stesso ordine. Sono parzialmente d'accordo con i primi tre posti della giuria di qualità. Sono di nuovo d'accordo con la classifica unificata. La mia, se vi interessa, è la seguente: primo posto Oceano, secondo posto Nessuno tocchi Caino (ma solo per far finta di non essere troppo di parte), terzo posto 7000 Caffè.

Cazzo però così il Festival non me lo gusto punto. Tutta la sera a scrivere come una deficiente. Manco qualcuno mi pagasse. Ma sarò deficiente? Propongo l'istituzione di un fondo pro fagiana.

Minchia c'ho un sonno da paura.

Ora mi connetto per spedirmi 'ste 24 cartelle di merda, che domani vi ciuccerete voi. Anzi quasi quasi intanto lo piazzo sul sito, che altrimenti quel deficiente mi leva il saluto.

Nessuno tocchi Ruggeri.

fagianella sanremese

P.S. del giorno dopo: poi alla fine il Dopofestival l'ho visto. Tengo solo a sottolineare che su Vissani avevo ragione io: era lì per cucinare. Sono andata a letto alle 3 e in questo momento sono più morta che viva, più di là che di qua, più bastarda che buona, più Caina che Abela. Lasciatemi in pace, che stasera mi tocca bissare la nottataccia in bianco dipinta di bianco. Chellavoro...